Hotel Trend n.27 – Analisi e previsioni città

In questo nuovo bollettino esamineremo l’andamento previsionale delle città, facendo anche un salto indietro nel 2021 per proiettare i possibili scenari sul 2022.

Il campione rappresentativo esaminato in questo articolo è composto da circa 70 hotel 3 e 4 stelle di città in Italia (con punteggio superiore a 8 su Booking e 4 su Tripadvisor), seguiti in consulenza dal Franco Grasso Revenue Team e che utilizzano l’RMS Revolution Plus.

Nel grafico a seguire possiamo notare come il trend delle strutture di città (sia business che leisure) sia promettente, soprattutto da maggio in poi. In particolare tra maggio e luglio rileviamo già un prezzo medio di vendita (ADR) superiore a quello del 2019, segno che la primavera e l’estate, mista al ritorno massiccio di eventi e fiere, in gran parte posticipati o ridimensionati negli ultimi due anni, potrebbero portare risultati molto soddisfacenti.

Da notare che gli andamenti previsionali per città come Roma, Milano, Firenze e Napoli sono nettamente superiori alla media nazionale delle città, sia in termini di occupazione che prezzo medio di vendita. Come visibile dai dati aggregati nel grafico a seguire, stiamo in linea con l’andamento del 2019 su marzo e aprile (con l’incoraggiante picco della Pasqua e del ponte del 25 Aprile), mentre anche qui tra maggio e luglio riscontriamo un prezzo medio di vendita superiore al 2019 che ci lascia immaginare come quei mesi possano essere davvero esaltanti man mano che andremo avanti. E anche settembre e ottobre mostrano già una certa pressione su date evento.

Sicuramente la bella stagione, gli eventi e il fortissimo desiderio di tanti stranieri (soprattutto oltreoceano) di visitare l’Italia inducono ad essere molto ottimisti per le città d’arte o a doppia vocazione business leisure come appunto Roma, Firenze, Milano, Napoli ecc.

Come rilevato in un precedente articolo, non possiamo parlare di vera e propria ripresa delle città nel 2022, perché gli hotel di città si sono in gran parte già ripresi nella seconda metà del 2021 registrando risultati in linea se non a tratti superiori al 2019, come visibile dal grafico a seguire. Risultati talmente forti da salvare l’intero anno e chiuderlo con un GOP (Gross Operating Profit o margine operativo lordo) positivo. Chiaramente parliamo di strutture che applicano il revenue management e che sono sempre rimaste aperte durante la pandemia, continuando ad essere visibili online e a raccogliere recensioni positive anche durante lockdown e zone arancioni o rosse di prima e seconda ondata. Cosa che ha consentito di mantenere un ranking alto sui canali online e cavalcare l’onda della ripresa e dell’allentamento delle restrizioni con molta più forza rispetto ad altre strutture che avevano optato per altre strade (come chiudere temporaneamente o diventare covid hotel).

L’intero periodo che va da luglio a dicembre 2021, per quanto leggermente inferiore al 2019 per via dei limiti imposti al numero di partecipanti a certi eventi o al loro carattere ibrido (in parte fisico in parte digitale), denota come il gap con altri cluster più vacanzieri e domestici, come il mare, il lago o la montagna, si stia riducendo sempre di più. E lascia intendere che questo gap tra cluster si possa finalmente annullare nel 2022.

Conclusione

L’analisi dello storico, incrociata con il futuro, ci dice quindi una cosa chiara. C’è una voglia matta di città e di tutto quello che la città comporta: la bellezza dell’arte, gli eventi sportivi e musicali, i congressi, la gastronomia, il business ecc. E c’è una voglia di città dirompente anche e soprattutto da parte di stranieri, una voglia che è stata negata o perlomeno limitata dalle misure restrittive o dissuasive che hanno caratterizzato gli ultimi due anni.

E con la prospettiva che, grazie all’immunità (naturale o indotta) degli ultimi due anni, la pandemia si trasformi in endemia, e che quindi nuove possibili varianti non producano gli stessi effetti pesanti delle precedenti, possiamo ipotizzare uno scenario positivo. Al netto chiaramente di altre variabili non-Covid (tensioni geopolitiche, disastri naturali ecc.), il 2022 si prospetta come un anno stellare per gli hotel di città, di gran lunga superiore al 2019. Chiaramente per chi applica il revenue management e non ha mai smesso di applicarlo negli ultimi due anni. Per un’analisi approfondita delle performance degli hotel negli ultimi due anni, leggi questo articolo.

Per ulteriori aggiornamenti, segui i nostri prossimi bollettini.

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